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venerdì 25 ottobre 2013

Che cosa sono le scale modali e come ricordarsi la sequenza dei modi

Per prima cosa diamo una spiegazione di che cosa sia un "modo", ovvero, un modo in musica è un susseguirsi di intervalli proveniente da una determinata scala che varia al variare della nota iniziale.
Quando si parla di scale modali, si parla appunto di quelle scale che vengono create a partire da ogni singola nota della scala fondamentale della tonalità, cioè quella maggiore. Quindi i modi, le scale modali si trovano tutte nella scala maggiore, o quanto meno, partono da lì: sono 7 modi differenti di suonare la scala maggiore. Le scale che appartengono ad una tonalità si chiamano appunto modi e i nomi dei modi sono presi da nomi usati nell'antica Grecia.

  • Ionian: Ionico
  • Dorian: Dorico
  • Phrygian: Frigio
  • Lydian: Lidio
  • Myxolydian:Misolidio
  • Aeolian: Eolio
  • Locrian: Locrio

  • Il modo Ionico corrisponde alla scala maggiore in prima posizione, praticamente va da DO al DO dell'ottava successiva. Essa inizia dalla tonica ed è un modo maggiore
  • Il modo Dorico corrisponde ad una scala minore naturale col 6° grado alzato, e va da RE al RE dell'ottava successiva. Inizia dalla sopratonica ed è un modo minore
  • Il modo Frigio corrisponde ad una scala minore naturale col 2° grado abbassato, e va da MI al MI dell'ottava successiva. Inizia dalla modale ed è un modo minore
  • Il modo Lidio corrisponde ad una scala maggiore col 4° grado alzato di mezzo tono, e va da FA al FA dell'ottava successiva. Inizia dalla sottodominante ed è un modo maggiore.
  • Il modo Misolidio corrisponde ad una scala maggiore col 7° grado abbassato di mezzo tono, va dal SOL al SOL dell'ottava successiva e viene chiamato modo Dominante, inizia infatti dalla dominante ed è un modo maggiore.
  • Il modo Eolio corrisponde alla scala minore (anzidetta scala minore naturale ) e va da LA al LA dell'ottava successiva. Inizia dalla sopradominante ed è un modo minore.
  • Il modo Locrio corrisponde ad una scala minore col 2° e 5° grado abbassati e va da SI al SI dell'ottava successiva. Inizia dalla sensibile ed è un modo diminuito.
 

sabato 19 ottobre 2013

Le Pentatoniche

Che cosa sono le scale pentatoniche

Le pentatoniche sono divise in due famiglie: abbiamo le pentatoniche ricavabili dalla scala
maggiore che comprendono la pentatonica minore, la pentatonica maggiore ed i loro modi
(basate solo su intervalli di seconda maggiore e terza minore2 non consecutivi) ed una famiglia di
pentatoniche sempre derivate dalla scala maggiore ma con la presenza di due terze minori
consecutive che ne definiscono un uso particolare; e le pentatoniche alterate (utilizzano anche
seconde minori e terze maggiori).
In maniera abbastanza originale (almeno credo) non parleremo più di pentatoniche maggiori, né
minori, né altro, ma indicheremo la pentatonica attraverso la notazione dell'accordo formato dalle
sue note e costruito sulla tonica della scala3. Questo procedimento ci permetterà un'immediata
associazione accordo-pentatonica, anche se alla fine faremo di tutto per estendere l'utilizzo a
diversi contesti.

La visione classica delle pentatoniche

 Quando si parla di pentatoniche la mente dei chitarristi richiama subito due idee: la pantatonica
maggiore e la pentatonica minore.
Queste due scale sono conosciutissime in quanto sono forse lo strumento più semplice per
cominciare ad improvvisare:
- sono di facile memorizzazione, basta un po’ di memoria visiva

- sono semplici da suonare in quanto basate su pattern a 2 tasti per corda
- offrono una sonorità particolarmente orecchiabile
- se suonati nel posto giusto è impossibile creare dissonanze indesiderate













Dopo aver studiato queste posizioni, generalmente, si scopre che la scala pentatonica può essere
suonata ovunque lungo il manico e quindi si scopre anche che la pentatonica maggiore e la
pentatonica minore sono una un modo dell’altra.

martedì 15 ottobre 2013

Note e intervalli

IL SUONO Il suono musicale, come qualsiasi fenomeno acustico, è caratterizzato dalla fusione di 4 variabili fondamentali: altezza, durata, intensità e timbro. Il timbro dipende dallo strumento suonato, l'intensità è il volume (accento) con il quale si emette il suono, la durata è in rapporto con il tempo e quindi con il ritmo. L'altezza, variabile sulla quale si concentra questo studio, è il numero di vibrazioni (oscillazioni) al secondo di un corpo che vibra, ad esempio della corda. Il numero di oscillazioni al secondo è chiamato frequenza. L'altezza dei suoni è ciò che distingue i suoni acuti (alti) dai suoni gravi (bassi). La frequenza aumenta passando dal grave all'acuto. LE NOTE Nel nostro sistema musicale l'altezza dei suoni è indicata dalla serie di 7 sillabe (o note) DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI, conclusa nuovamente da DO in modo da produrre un intervallo da DO a DO di 8 note, chiamato ottava. L'ottava nota prende quindi lo stesso nome della prima, mentre la sua frequenza è esattamente il doppio. Questa serie di note si chiama scala diatonica naturale. Il pianoforte, così come la chitarra e quasi tutti gli strumenti esistenti, può suonare più di una ottava. La figura seguente mostra la relazione tra altezza della nota, tastiera del pianoforte e scrittura sul pentagramma:
I TASTI NERI La scala diatonica naturale è composta dalle 7 note corrispondenti ai tasti bianchi della tastiera del pianoforte. I tasti neri conservano il nome delle note che li precedono o che li seguono immediatamente. Nel pentagramma il tasto nero del pianoforte è indicato da un simbolo chiamato accidente, posto immediatamente prima della nota a cui si riferisce. L'accidente può essere bemolle (b) o diesis (#), che indica rispettivamente il tasto immediatamente precedente o successivo rispetto alla nota (tasto bianco) a cui si riferisce. Suonando tutti i tasti del pianoforte bianchi e neri in sequenza, da una qualsiasi nota fino alla relativa ottava si ottengono 12 note diverse più l'ottava. La distanza tra una nota e quella immediatamente adiacente è detta semitono. Il risultato è quindi una progressione di 12 semitoni, la scala cromatica, che può essere rappresentata sul pentagramma...
Nella tastiera della chitarra, ogni corda è suddivisa da tacche in tasti, e tra tasti adiacenti della stessa corda la distanza è sempre di un semitono.